Scrivere il CV

Come si scrive un CV? L’originalità prima di tutto!

Scrivere un buon curriculum vitae è uno dei passi fondamentali per trovare lavoro. Il CV non è soltanto una “carta d’identità” che fornisce dati essenziali, ma è il nostro modo di presentarci di fronte all’azienda, lo specchio della nostra personalità e delle esperienze che abbiamo accumulato durante il corso della nostra vita. L’azienda che cerca dipendenti, generalmente, si pone questa domanda: “Perchè dovrei assumere qualcuno piuttosto che qualcun altro e investire tempo e denaro su di lui?”; la presentazione del proprio curriculum è la prima impressione, quella su cui puntare tutto e dimostrare di essere i candidati ideali è sicuramente una impresa difficile, ma non impossibile.

La parola chiave quando si scrive un CV è “originalità”. I contenuti, lo stile, la forma, la grafica e le eventuali omissioni, comunicano immediatamente all’interlocutore alcune caratteristiche della nostra personalità, che però spesso non riesce a venire fuori del tutto. Non è di certo facile riuscire a trovare uno stile che riesca a tenere viva l’attenzione di chi legge, anche perchè si rischia di cadere nella banalità e descrivere un percorso formativo e professionale privo di personalità.

Anche a causa dell’esistenza del curriculum con una struttura già predisposta, come il formato Europass, è facile che un CV diventi una copia sterile di tanti altri curricula, e quindi cada nell’anonimato, non stimolando alcun interesse nei confronti del lettore. Dunque occorre scriverlo in un’ottica di valorizzazione delle proprie competenze, con un utilizzo di termini chiari e coincisi, cercando di fornire una rappresentazione concreta delle proprie abilità.

Il formato del CV europeo risulta essere, per molti tipi di lavoro, troppo compilativo, non potendo affermare a sufficienza che si posseggono capacità non solo lavorative, ma anche legate alla personalità e alle relazioni con l’ambiente circostante. Ognuno è unico e possiede delle doti specifiche, per questo è spesso necessario che il CV faccia trapelare un certo grado di originalità.

Dopo la compilazione relativa ai dati anagrafici e all’aggiunta di una foto con una buona risoluzione grafica, con la descrizione delle esperienze formative e lavorative passate già comincia a venire fuori un dato estremamente importante agli occhi di chi legge, le competenze. Queste di fatto mostrano in parte il grado di apporto concreto che il candidato può fornire all’azienda anche in termini di responsabilità e di autonomia rispetto al lavoro. Le competenze comunicative e relazionali non sono meno importanti e, a parità di esperienze formative, rappresentano quel quid in più che aiuta i selezionatori nella scelta finale. Se comunicate bene, le esperienze di vita al di fuori del lavoro rappresentano un’arma importante a disposizione del candidato: aver praticato sport di squadra o attività di volontariato possono essere un indizio maggiore sulla predisposizione che ha il soggetto nei confronti del lavoro in team e e dello spirito di iniziativa.

Vorremmo sottolineare, inoltre, che è sempre bene conservare nel proprio pc una versione inglese del proprio CV. Per scrivere un curriculum in inglese che sia efficace non basta tradurre quello in italiano; in questo caso si devono considerare le parole chiave Skills e Tasks, ovvero “cosa so fare” e “cosa sono obbligato a fare”. Quando si descrive un’esperienza lavorativa è quindi il caso sempre di far emergere quali sono le mansioni che si svolgevano precedentemente e cosa si è imparato di importante da poter proporre all’azienda presso cui si sta facendo il colloquio.

La tecnologia negli ultimi anni ha fornito un apporto indispensabile nella stesura del CV. Ultimamente si sta diffondendo la creazione di curricula in formato video, nei quali il candidato racconta a parole di sé e delle sue capacità, e lo fa mettendoci direttamente la faccia. Questa modalità è però un’arma a doppio taglio, perché, se da una parte consente di far emergere aspetti della personalità che altrimenti resterebbero celati, dall’altra è un rischio perché occorre essere molto sicuri di sé e delle proprie doti, senza titubare.

Una volta ultimata la stesura del CV è importante rivederlo e, se necessario, apportare delle correzioni, per poi procedere ad un’accurata autovalutazione.