Partite IVA: il nuovo Regime dei Minimis a forfait

Il decreto Milleproroghe tutela i liberi professionisti in attesa del passaggio definitivo.

La Legge di Stabilità 2015 con i commi dal 54 all’89 dell’art. 1 ha introdotto dal 1 gennaio un nuovo regime forfettario per i liberi professionisti che andrà a sostituire il Regime dei Minimis 2011; in base alla legge a tutte le partite IVA che richiedevano l’adesione al De Minimis nel 2015 sarebbe stato applicato automaticamente il nuovo regime consentendo solo a coloro che avevano optato per il regime fiscale di vantaggio all’imprenditoria giovanile e ai lavoratori in mobilità la possibilità di rimanere nel de Minimis. A favore dell’imprenditoria è però subentrato a febbraio il decreto Milleproroghe, ora in vigore dal primo marzo, che consente di scegliere sino al 31 dicembre 2015 se applicare il vecchio regime o il nuovo. Andiamo a vedere nel dettaglio le differenze tra i due regimi e per chi vale la proroga.

Possono usufruire del regime dei minimi tutti gli under 35 o lavoratori in mobilità che aprono una partita IVA nel 2015 con compensi fino a 30mila euro. Il contribuente non deve aver svolto attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti e la nuova attività non deve rappresentare la prosecuzione di una precedente svolta in forma dipendente o autonoma, né svolta da altro soggetto. Il contribuente non deve aver sostenuto costi per i lavoratori dipendenti e tutti gli investimenti effettuati per acquisti di beni strumentali non devono essere stati superiori ai 15.000 euro nel triennio precedente. L’imposta sostitutiva di Irpef e addizionali regionali è del 5% sul reddito, reddito calcolato come differenza tra ricavi e costi sostenuti secondo il principio di cassa, ovvero tenendo conto esclusivamente della differenza tre somme incassate e delle spese pagate nel periodo di vigenza del regime; i contributi Inps rimangono al 27,72%. I contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, ma devono conservare tutti i documenti ricevuti ed emessi. Si può rimanere nel Regime dei Minimi per 5 anni e comunque non oltre il trentacinquesimo anno di età.

Chi non soddisfa i requisiti previsti per l’applicazione del vecchio regime dovrà optare per quello forfettario che prevede solo una limitazione: i ricavi e i compensi dell’anno precedente non devono aver superato determinate soglie che vanno dai 15.000 euro ai 40.000 a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. La soglia per il commercio all’ingrosso, ad esempio, è di 40.000 euro così come quella per i servizi di alloggio e ristorazione, per le attività professionali scientifiche, tecniche, sanitarie, per l’istruzione e per  servizi assicurativi è di 14.000 euro mentre per il commercio ambulante di 20.000 euro.

Sono ammessi a regime sino a 5.000 euro lordi sostenuti per lavoro di dipendenti, collaboratori e familiari e il costo complessivo dei beni strumentali non deve superare i 20.000 euro, esclusi beni con valore unitario non superiore a 516,46 euro. I redditi d’impresa devono sempre essere prevalenti rispetto a quelli percepiti come lavoratore dipendente o redditi assimilati; a questo reddito viene applicata un’imposta sostitutiva del 15% calcolata applicando all’ammontare, calcolato su base forfettaria secondo il principio di cassa, un coefficiente che varia a seconda dell’attività e della redditività. Possono accedere a l regime forfettario persone di qualunque età senza limiti di tempo.

Entrambi i regimi sono incompatibili con quelli speciali IVA per non residenti, per cessioni di fabbricati o mezzi di trasporto nuovi o partecipazione a società trasparenti, non prevedono la ritenuta d’acconto del 20%, non sono soggetti all’applicazione dell’IVA, dell’IRAP, degli studi di settore e dello spesometro.

Una volta scelto il regime più conveniente sarà necessario indicare nella dichiarazione di inizio attività la casella di vantaggio corrispondente; chi opta per il de Minimis dovrà anche indicarlo nelle prima fattura emessa.

Nella compilazione del modelle Unico 2016 bisognerà compilare quadri diversi poiché il vecchio de Minimis prevede la determinazione analitica del reddito, mentre il nuovo prevede la determinazione forfettaria.

 

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